Comune di Sarno

Il Consiglio Comunale


Organi di indirizzo politico e di amministrazione
(art. 13, comma 1, lettera a, D.Lgs n. 33/2013)


CONSIGLIO COMUNALE 
(proclamazione elezione: 1 giugno 2015; durata mandato: 5 anni)
Sindaco Vito Summa 
Consiglieri in carica:
Antonio Bochicchio 
Carla Pace
Ivan Vito Santoro
Mariangela Romaniello
Antonella Genoino
Benedetta Bochicchio
Domenicantonio Possidente
Ferrara Carmine (subentrato dal 31 gennaio 2018)
Sabia Donato (subentrato dal 31 gennaio 2018)
Iannielli Stefano (subentrato dal 31 gennaio 2018)
Davide Bia (subentrato dal 20 marzo 2018)
Domenico (Mimì) Pace
Anna D’Andrea
Federica D’Andrea
Antonio Pace
Vito Lorusso


Consiglieri cessati nel corso del mandato:
Angelo Summa 
(cessato per dimissioni presentate il 27 gennaio 2018)
Roberta Raimondi
(cessato per dimissioni presentate il 27 gennaio 2018)
Vito Lucia
(cessato per dimissioni presentate il 27 gennaio 2018)
Francesca Mollica
(cessato per dimissioni presentate il 27 gennaio 2018)
Giovanni Battista Sabia
(entrato in carica il 31 gennaio 2018, cessato per dimissioni presentate il 17 marzo 2018)



(ultimo aggiornamento 19.06.2018)


Le competenze del Consiglio Comunale


Testo Unico enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267) - Art. 42

Il consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico - amministrativo.
Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali:
statuti dell'ente e delle aziende speciali, regolamenti salva l'ipotesi di cui all'articolo 48, comma 3, criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi;
programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari, programmi triennali e elenco annuale dei lavori pubblici, bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto, piani territoriali ed urbanistici, programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, eventuali deroghe ad essi, pareri da rendere per dette materie;
convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative;
istituzione, compiti e norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;
organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dell'ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione;
(lettera così modificata dall'articolo 35, comma 12, legge n. 448 del 2001)
istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote; disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi;
indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;
contrazione di mutui e aperture di credito non previste espressamente in atti fondamentali del consiglio ed emissioni di prestiti obbligazionari;
(lettera così modificata dall'articolo 1, comma 68, legge n. 311 del 2004)
spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo;
acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della giunta, del segretario o di altri funzionari;
definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché nomina dei rappresentanti del consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge.
Il consiglio, nei modi disciplinati dallo statuto, partecipa altresì alla definizione, all'adeguamento e alla verifica periodica dell'attuazione delle linee programmatiche da parte del sindaco o del presidente della provincia e dei singoli assessori.
Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere adottate in via d'urgenza da altri organi del comune o della provincia, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio adottate dalla giunta da sottoporre a ratifica del consiglio nei sessanta giorni successivi, a pena di decadenza.